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davide nicola

MyLife:

seduto anche se vorrebbe camminare,correre,curiosare.
Fermo ma non troppo ad ascoltare le nostre domande, la sedentarieta' di menti che volano. Chiediamo un ricordo, un flash come da vecchia fotografia. Viene subito un cortometraggio seppiato, il refren di un treno preso da Vigone a San Giovanni per andare dai nonni... e la storia ci sta.
Profuma di antico, di tradizione, di voglia di vivere respirando famiglia. E Davide lo fa e continua negli anni, con la sua.
L'immagine del padre, le sorelle che corrono nel bosco perche' "i miei non avevano la macchina". E certe volte e' meglio, perche' e' preferibile un bosco da attraversare che il gas di scarico da respirare. Questo fa il ricordo, non altro.Importante e scolpito per sempre, altrimenti non ne avremmo neanche parlato.


GIOIE E...PAURE:
le prime per primo perche' e' meglio cosi'. E allora cominciamo con i colori e poi, se c'e', qualche punto piu' scuro... vedremo. La ricerca costante di quello che, in fondo, vorrebbe essere..."sono sempre in lotta con tutte le massime, alla ricerca costante, ogni giorno, di qualcosa di spirituale che non ho ancora trovato. "E non c'e' un giorno che mi alzi e che non mi piaccia fare qualcosa di diverso". Una soddisfazione costante nell'innata curiosita'.
La famiglia altra gioia e non potrebbe essere altrimenti. E questo viene dall'origine, i genitori con i loro valori sulla sacralita' della famiglia, difendere le scelte che si fanno. E non e' cosa da poco. Anzi per niente.<br>Cambiando colore, leggermente piu' scuro se cerca non c'e'. Mai veri drammi, per fortuna. "Forse  pero' la paura di non avere abbastanza tempo per fare tutto cio' che vorrei". E continua a scalpitare, a curiosare nella sua irrefrenabile curiosita'!


LE PASSIONI...
tantissime e si era capito ma alcune durano lo spazio di una giornata. Sicuramente, curiosa ma vera, e' quella della compra-vendita con un segreto di scorta:" ho questo pallon...pallino perche' l'idea che le cose che compro siano appartenute a qualcuno prima di me mi emoziona." Una casa, un luogo, altre vite, altre situazioni, altre condizioni. L'idea agganciata ad una storia da immaginare perche', in questi casi, solo questo si puo' fare. Un respiro lungo su cio' che e' stato li' o la', nelle mani di, dentro gli occhi di...nei pensieri, desideri, "oltre me". Nel preciso istante in cui le storie, tanti piccoli itinerari diventano fondamentali e diventano vita vissuta, da noi, dagli altri. E poi..."mi piace cimentarmi in qualsiasi sport, per la mia adrenalina" e, visto che e' ormai ben noto che Davide Nicola non riesce a star mai fermo, non poteva essere altrimenti. Che senso avrebbe fermarsi a guardare, senza piu' fare?
Camminare accompagnato, solcando il terreno, il campo o lastricato dalle scarpe, una vera e propria passione. Piu' di un vestito e o di qualsiasi altro capo d'abbigliamento.
Loro, le scarpe a proteggere, contenere i suoi preziosissimi piedi. E chissa' quanto andranno fieri... di camminare con lui. E loro, le scarpe, comunque.


E se non fossi cio' che sei cosa faresti, come saresti....
come impiegato sarebbe difficile trattenerlo, costringerlo. I ritiri vanno stretti come le scarpe, figuriamoci a starsene seduti a scrivere o far di conto. "Io vivo due ore e mezza della mia giornata pensando di essere quello che sono". E il resto? E' sogno, penso a quello che potrebbe essere la mia giornata se cosi' non fosse. Ma è in realtà sveglia alle 8,00 e si parte per l'asilo...dei bambini che gia' fin da subito sono svegli e attivi... come poteva essere altrimenti con un padre cosi'. Colazione preparata, doccia e poi via per l'allenamento. La cosa piu' bella la fanno pero' quando e' Sabato e qualche volta Davide Nicola decide, da papa', di tenerseli tutti per se' e allora si va nel parco e si gioca alle streghe e ai mostri. Un vero divertimento, li' il senso della vita, in famiglia, il gioco per prenderla meno sul serio e renderla grande e vera. Si scende in citta', a Terni, perche' tenere i rapporti con gli amici e' altrettanto importante, passeggiare e muoversi, tanto per cambiare. Alle nove e trenta, dieci allenamento e si aspetta il secondo, se c'e'. "Ci piace mangiare fuori, con l'occasione gustarsi un pasto, e io so cosa posso e cosa no". Saresti disposto a venderci la tua dieta o almeno a darci qualche consiglio? Poi ci risponde che ognuno sa quando e come osare e quando no. Lui lo sa perfettamente. Gli anni lo insegnano e la bilancia pure... "tanto poi alla fine ci pesano", quindi conviene stare con gli occhi aperti e la bocca un po' meno.