LA RUBRICA DEL LUNEDI'
Ciao a tutti.
Abbiamo perso a Novara e oggi mi trovo a commentare una gara che ci ha lasciato l’amaro in bocca.
Al fischio finale dell'arbitro Ruini, visti i valori in campo, l'impressione generale di noi giocatori era “ambigua”. Essere soddisfatti per la prova offerta contro la capolista o rammaricarsi per aver mancato un risultato ampiamente alla nostra portata?
Facciamo però un passo indietro, necessario per poter commentare obiettivamente una partita che ci ha visto perdere per 3 a 2.
Uno spettatore occasionale che avesse assistito alla partita di oggi avrebbe avuto l'impressione che tra il Novara ed il Lumezzane grandi differenze non c'erano. Anzi, da un punto di vista estetico il Lumezzane ha probabilmente giocato meglio. Qui però si apre il dilemma che dura da sempre: cosa vuol dire giocare meglio? Aver un predominio territoriale costruito con una fitta rete di passaggi che permettano ad una squadra di tenere in mano il pallino del gioco, allargandolo o sfruttando la profondità a seconda del proprio “credo calcistico” , oppure la positiva differenza tra occasioni create e quelle concesse all'avversario? Badando al sodo, come si è soliti dire in questi casi, la risposta alla domanda precedente è: giochi bene quando concretizzi
gli episodi che crei, indipendentemente da quanti ne costruisci (senza dar troppo peso alla fortuna).
Certo non è facile rispondere a questa domanda, ognuno avrebbe la propria ricetta per il gioco bello e vincente.
Analizziamo ora qualche numero. Pur nella loro “freddezza” essi ci dicono che il Novara in questo campionato non ha ancora perso (26 partite!) ha segnato 42 gol ( di cui in casa 20) e fuori casa (22),subendone 15 (8 in casa,7 fuori casa). Direi che i numeri sono sicuramente a favore della capolista che inoltre annovera tra le sue fila giocatori di assoluto valore per la categoria (Fontana, Lisuzzo , Centurioni, Bertani, Rigoni, Motta, Rubino, Gemiti solo per citarne alcuni). Va però sottolineato che il Novara non stravince le partite. Se le suda, soffre, a volte dà addirittura l'impressione di non meritare l’intera posta in palio. Eppure vince, o quantomeno non perde. Perchè? Beh , assistendo alla partita di ieri dalla panchina ho potuto notare una qualità che difficilmente si percepisce analizzando i video delle gare. L'aspetto psicologico! Il Novara è primo (oltre che per le qualità individuali) anche perchè crede di essere la squadra migliore: ha la consapevolezza di poter vincere e lo dimostra ogni domenica. Mi spiego meglio. C'è grande differenza tra il voler vincere e l'accontentarsi, inconsciamente, di giocare alla pari con tutte le squadre migliori. Mettendomi nei panni di un giocatore del Novara, ogni partita ( dopo che non perdi da inizio campionato) potrebbe essere quella buona per perdere l'imbattibilità. Di contro ogni avversario che incontra il Novara sa che prima o poi accadrà che la capolista possa perdere. Per questo approccia la partita come se, in caso di risultato negativo, fosse solo un’ altra delle 26 (fino ad ora) squadre che hanno ceduto al Novara, liberandosi psicologicamente dal pensiero di aver perso un’occasione.
Qui sta il punto. Ieri dopo pochissimi minuti Rubino ( l’attaccante del Novara premiato ieri per aver raggiunto 100 gol tra i professionisti,complimenti!) si è visto parare da un prontissimo Gazzoli il possibile 1 a 0 a pochi metri dalla porta . Al quinto minuto erano già in vantaggio (gol di Centurioni su calcio d'angolo). Successivamente siamo cresciuti sotto tutti i punti di vista e si vedeva una squadra che credeva di poter recuperare e soprattutto voleva vincere. Prima una penetrazione di Lauria (vera spina nel fianco del Novara) mal sfruttata, poi uno stupendo cross di Formiconi che ha visto Galabinov arrivare di poco in ritardo per la deviazione vincente , quindi un uno-due, tra Cinelli e Galabinov, al limite dell'area che meritava maggior fortuna ed infine un tiro da fuori deviato da Fontana. Queste sono state le occasioni che siamo riusciti concretamente a creare dopo aver tenuto per larghi tratti un predominio territoriale, tra l’altro piacevole da vedere.
Il Novara ci faceva giocare per poi, una volta conquistata palla, ripartire negli spazi che trovava nelle nostre maglie (lo stesso Centurioni al 9' sempre su azione d'angolo ha sfiorato il raddoppio in girata spedendo alto da due passi; poi con un tiro-cross Bertani dopo la mezz’ora ha supera Gazzoli, ma in questo caso è stato decisivo l’intervento di Mei). Ripartenze sicuramente non banali e studiate nei particolari per sfruttare eventuali nostri errori tattici (come spesso succede se non sei subito abile a rientrare in modo ordinato dietro la linea della palla). Il secondo tempo invece si è aperto con una grande occasione da parte nostra (Daud che ha calciato addosso a Fontana da dieci metri ). Il Novara a questo punto ha dato l’impressione di voler controllare la partita lasciandoci per altro l'iniziativa, per poi cercare di ripartire. Da un altro calcio d'angolo è arrivato il secondo gol del Novara con Lisuzzo e qui l'impressione generale era che anche se stavamo dimostrando di giocare alla pari contro la capolista eravamo comunque sotto di due reti.
Nel finale Faroni (classe '91), entrato da poco, si è ritrovato tra i piedi la seconda netta occasione per noi: tiro centrale, Fontana respinge, arriva Galabinov che insacca.. 2 a 1, partita riaperta, così come le nostre speranze.
Neanche il tempo di festeggiare e, dopo una bellissima azione del Novara, Bertani ha insaccato di testa il 3 a 1. In questo preciso momento guardandomi con i miei compagni della panchina ho avuto l'impressione che il Novara avesse la consapevolezza di essere forte, perchè voleva essere forte. Sono partiti per vincere senza nascondersi e stanno lo stavano facendo .Qui sta la sottigliezza psicologica. La responsabilità ed il coinvolgimento che deriva dall'assumersi la responsabilità del voler vincere è completamente diverso dal voler dimostrare di poter giocare alla pari con i più forti e magari vincere. Fatto sta che Galabinov o Bradaschia ( ancora non si è capito) sono stati protagonisti del nostro secondo gol. Novara 3, Lumezzane 2 ma la partita era ormai finita.
Negli spogliatoi il pensiero era quello che ho espresso in apertura. Il dilemma tra la soddisfazione per aver dimostrato di aver giocato alla pari con la capolista o l'insoddisfazione per un'occasione sciupata.
Comunque non importa. Ciò che conta è sapere che mancano ancora 8 partite alla fine del campionato e, complici i risultati delle altre squadre oggi, le distanze sono rimaste praticamente invariate. Concludo affermando che (in futuro voglio intraprendere la carriera di allenatore) ritengo che per plasmare una squadra al fine del raggiungimento di un obiettivo (i play-off, che sono ampiamente alla nostra portata, tra l’altro) l'aspetto psicologico è tanto importante quanto la tecnica o la tattica. Forse addirittura di più.
Allo stesso modo, nel percorso di una squadra, la classifica generale deve prendere il sopravvento su quella domenicale.
Ciao e alla prossima.